"L’unica regola del viaggio è:non tornare come sei partito. Torna diverso."

Anne Carson

Durante i viaggi affrontati nel corso di oltre 30 anni, abbiamo vissuto sulla nostra pelle così tante storie che non basterebbe una libreria a contenerle. Questo diario fa riferimento a luoghi, persone e avvenimenti realmente accaduti e diventati parte dell’esperienza collettiva Suite 152. Ecco un assaggio di ciò che potreste vivere:

FRANCIA / BELGIO

La dolce sfida

Un tempio del cioccolato con diverse sedi sparse per il mondo, o una boutique radicata nella sua città di origine? poco più di 300 km separano “Le Chocolat” di Alain Ducasse da “Günther Watté”, il caffè-cioccolateria nel centro di Anversa.Viaggiare ti permette anche di collezionare esperienze che solo in un secondo momento - chissà quando - troveranno un confronto. Col viaggio ad Anversa mi sono ritrovato quasi per caso di fronte alle praline migliori della mia vita, senza nulla togliere al genio di Ducasse (se ne farà una ragione). Lì mi sono sentito davvero in difficoltà: quale cioccolatino scegliere? quando smettere, e come?La mamma di Forrest Gump aveva ragione.

CUBA

Attenzione ai caimani

Milano–Madrid, Madrid–Caracas, Caracas–Santo Domingo, Santo Domingo–L’avana. Ero spappolato, ma ne valeva la pena. Insieme al mio amico Sisto, abbiamo girato fino a raggiungere Cayo Guillermo. Finalmente un po’ di meritato riposo in albergo, una delle prime ville flottanti sull’oceano.Il giorno seguente sentiamo da alcuni operai nei paraggi che di lì a poche ore sarebbero stati a caccia di caimani. Armati di bastoni e lampade ricavate da scatole di sardine, sono saliti in barca sulle acque stagnati della palude.Io son rimasto a terra. La carne di caimano alla fine ha lo stesso sapore delle anguille.

GIAPPONE

Silenzio

Durante il viaggio in Giappone ero combattuto nell’affrontare un capitolo così delicato della storia umana.Come tirarsi indietro? la bellezza della vita non potrà mai essere soffocata dalle macerie. Nel complesso del Parco della Pace, oltre al Memoriale e ad altri monumenti, alla fine ho visitato anche il Museo della Pace, commemorativo dell’atomica sganciata su Hiroshima.Nonostante l’orario di punta, è un’esperienza unica, ti fa rimanere senza parole. Attraverso foto, filmati e reperti, il museo lascia veramente poco all’immaginazione. Possibile arrivare a tanto?Al ritorno verso Kyoto sono rimasto in silenzio tutto il tempo.

THAILANDIA

Ci vediamo da Mario, prima o poi

Che atmosfera! l’ultima cosa che hai in programma viaggiando così lontano è mangiare di gusto cibo italiano.Ottime pizze, ma è stato il suo pesce a conquistarmi. Non da meno è l’aiuto che lui e sua moglie - un sardo e una thailandese, bella coppia - mi hanno dato per orientarmi meglio in zona. Addirittura ai primi tempi affittava lui gli scooter, portandoti in giro a scoprire le spiagge di Phuket. In epoca pre-wifi era il massimo.

AUSTRALIA

Kangaroo Island

Il mio corrispondente per l’Australia mi disse: “Ci penso io, ti obbligo ad andare a Kangaroo Island!”. Non sapevo cosa aspettarmi, come del resto nessun altro in quel periodo (era il ’99 o il 2000, oggi questa meta è un must).Dall’aeroporto dritti al nostro alloggio. Incontrammo il padrone di casa intento a smaltare il tetto: era il capo ranger dell’isola. Una chiacchiera dopo l’altra fino a ora di cena; nessun problema, potevamo cucinare noi, c’erano tutti gli ingredienti per una pasta al pesto. Lui se ne innamorò, e come ringraziamento ci condusse all’esplorazione della sua terra.Echidne, canguri, wallabies, ricordo che un pinguino dopo avermi visto si nascose fra le rocce. Per non parlare di Little Sahara, un piccolo deserto circondato da eucalipti, e delle conchiglie di Penneshaw beach.

UGANDA

Un passo indietro

Dura un’ora, ma questi 60 minuti in osservazione dei gorilla hanno il potere di cambiarti la vita. Nella foresta primaria dell’Uganda non ci sono strade, sono i ranger ad aprire varchi a colpi di machete. Quando finalmente abbiamo raggiunto una famiglia di gorilla, l’unica cosa concessa è stata guardare, in assoluto silenzio, i loro comportamenti.Condividiamo con questi primati più del 90% del DNA, sono a tutti gli effetti un passo prima di noi; osservandoli però m’è sorto il dubbio che sia il contrario.

MYANMAR

STAIRWAY TO HEAVEN

Molte emozioni le conosciamo ormai bene, le ritroviamo facilmente; alcune invece ci colgono di sorpresa e su due piedi non sappiamo neppure come definirle, perché sentiamo che sono scese troppo in profondità.Quando si guida nel buio del mattino per raggiungere il campo volo, le mongolfiere sono ancora grandi palloni afflosciati al suolo. È solo alle prime luci dell’alba che prendono forma le fiamme che in un batter d’occhio ti fanno camminare sui tetti dei templi di Bagan, come se stessi attraversando un lunghissimo red carpet verso il sole.

FRANCIA / BELGIO

La dolce sfida

Un tempio del cioccolato con diverse sedi sparse per il mondo, o una boutique radicata nella sua città di origine? poco più di 300 km separano “Le Chocolat” di Alain Ducasse da “Günther Watté”, il caffè-cioccolateria nel centro di Anversa.Viaggiare ti permette anche di collezionare esperienze che solo in un secondo momento - chissà quando - troveranno un confronto. Col viaggio ad Anversa mi sono ritrovato quasi per caso di fronte alle praline migliori della mia vita, senza nulla togliere al genio di Ducasse (se ne farà una ragione). Lì mi sono sentito davvero in difficoltà: quale cioccolatino scegliere? quando smettere, e come?La mamma di Forrest Gump aveva ragione.

CUBA

Attenzione ai caimani

Milano–Madrid, Madrid–Caracas, Caracas–Santo Domingo, Santo Domingo–L’avana. Ero spappolato, ma ne valeva la pena. Insieme al mio amico Sisto, abbiamo girato fino a raggiungere Cayo Guillermo. Finalmente un po’ di meritato riposo in albergo, una delle prime ville flottanti sull’oceano.Il giorno seguente sentiamo da alcuni operai nei paraggi che di lì a poche ore sarebbero stati a caccia di caimani. Armati di bastoni e lampade ricavate da scatole di sardine, sono saliti in barca sulle acque stagnati della palude.Io son rimasto a terra. La carne di caimano alla fine ha lo stesso sapore delle anguille.

GIAPPONE

Silenzio

Durante il viaggio in Giappone ero combattuto nell’affrontare un capitolo così delicato della storia umana.Come tirarsi indietro? la bellezza della vita non potrà mai essere soffocata dalle macerie. Nel complesso del Parco della Pace, oltre al Memoriale e ad altri monumenti, alla fine ho visitato anche il Museo della Pace, commemorativo dell’atomica sganciata su Hiroshima.Nonostante l’orario di punta, è un’esperienza unica, ti fa rimanere senza parole. Attraverso foto, filmati e reperti, il museo lascia veramente poco all’immaginazione. Possibile arrivare a tanto?Al ritorno verso Kyoto sono rimasto in silenzio tutto il tempo.

THAILANDIA

Ci vediamo da Mario, prima o poi

Che atmosfera! l’ultima cosa che hai in programma viaggiando così lontano è mangiare di gusto cibo italiano.Ottime pizze, ma è stato il suo pesce a conquistarmi. Non da meno è l’aiuto che lui e sua moglie - un sardo e una thailandese, bella coppia - mi hanno dato per orientarmi meglio in zona. Addirittura ai primi tempi affittava lui gli scooter, portandoti in giro a scoprire le spiagge di Patong. In epoca pre-wifi era il massimo.

AUSTRALIA

Kangaroo Island

Il mio corrispondente per l’Australia mi disse: “Ci penso io, ti obbligo ad andare a Kangaroo Island!”. Non sapevo cosa aspettarmi, come del resto nessun altro in quel periodo (era il ’99 o il 2000, oggi questa meta è un must).Dall’aeroporto dritti al nostro alloggio. Incontrammo il padrone di casa intento a smaltare il tetto: era il capo ranger dell’isola. Una chiacchiera dopo l’altra fino a ora di cena; nessun problema, potevamo cucinare noi, c’erano tutti gli ingredienti per una pasta al pesto. Lui se ne innamorò, e come ringraziamento ci condusse all’esplorazione della sua terra.Echidne, canguri, wallabies, ricordo che un pinguino dopo avermi visto si nascose fra le rocce. Per non parlare di Little Sahara, un piccolo deserto circondato da eucalipti, e delle conchiglie di Penneshaw beach.

UGANDA

Un passo indietro

Dura un’ora, ma questi 60 minuti in osservazione dei gorilla hanno il potere di cambiarti la vita. Nella foresta primaria dell’Uganda non ci sono strade, sono i ranger ad aprire varchi a colpi di machete. Quando finalmente abbiamo raggiunto una famiglia di gorilla, l’unica cosa concessa è stata guardare, in assoluto silenzio, i loro comportamenti.Condividiamo con questi primati più del 90% del DNA, sono a tutti gli effetti un passo prima di noi; osservandoli però m’è sorto il dubbio che sia il contrario.

MYANMAR

STAIRWAY TO HEAVEN

Molte emozioni le conosciamo ormai bene, le ritroviamo facilmente; alcune invece ci colgono di sorpresa e su due piedi non sappiamo neppure come definirle, perché sentiamo che sono scese troppo in profondità.Quando si guida nel buio del mattino per raggiungere il campo volo, le mongolfiere sono ancora grandi palloni afflosciati al suolo. È solo alle prime luci dell’alba che prendono forma le fiamme che in un batter d’occhio ti fanno camminare sui tetti dei templi di Bagan, come se stessi attraversando un lunghissimo red carpet verso il sole.

Ora dove vai?

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